Cascasse il Mondo | Giornale Online


Facci largo siamo noi a sorridere al tuo sogno
12 aprile, 2008, 5:38 pm
Filed under: Senza Categoria

Non è mai semplice raccontare se stessi. Cercare di spiegare con delle parole perché si è scelto di dedicare il tempo libero alla militanza politica, piuttosto che fregarsene. Forse perché a delle parole si preferiscono i fatti, ad un vano ciarlare si preferisce l’azione concreta. In fondo noi siamo fatti così. A noi la politica piace viverla, non raccontarla. È anche vero però, che se nessuno conosce le tue battaglie, se nessuno le porta avanti, queste restano solo delle sterili lotte contro i mulini a vento.

Questo giornale nasce per dare voce ai nostri desideri ed alle nostre battaglie, in questo sito cercheremo di farvele conoscere, cercheremo di farvele condividere. Sono tante le cose per cui abbiamo scelto di dedicare anima e corpo alla militanza politica. Non basterebbe un libro intero per poterle citare tutte. Quello che invece ci preme far conoscere è la nostra voglia di fare, la nostra voglia di essere protagonisti del nostro futuro.

Sprecare delle righe per criticare il governo Prodi è superfluo. Quello che preme sottolineare è che nell’ultima legislatura il parlamento italiano ha avuto l’età media più alta di sempre. Ancora una volta i giovani di questo paese, e non solo quelli che fanno politica, si parla di tutti i giovani, non hanno avuto alcuna rappresentanza politica nelle istituzioni. La loro voce è rimasta inascoltata. Eppure il futuro di questo paese appartiene a noi. Non ci preme nemmeno sprecare delle righe per analizzare le novità “partitiche” che l’elettore troverà nelle urne. Ben poco cambia. A noi interessa che le nostre proposte diventino progetti realizzabili, che i problemi del nostro territorio vengano risolti, o quantomeno affrontati.

È per questo che nonostante il panorama politico nostrano non sia dei migliori, nonostante la crisi che diventa sempre più insostenibile. Nonostante la recessione stia divorando l’economia Italiana e quella Sarda, mentre i giornali la raccontano con distaccata freddezza, (come se quei punti percentuali di perdite che ogni giorno il mercato brucia non fossero risparmi di cittadini laboriosi) per questo noi, alle difficoltà che ci deridono beffarde sorridiamo di rimando. Sorridiamo perché siamo coscienti che la nostra azione può davvero risolvere tanti drammi quotidiani. Rappresentiamo una generazione intera, che chiede di potersi riprendere il futuro che le è stato strappato. Facciamo parte di quei giovani incazzati neri perché il nostro paese, grazie ai soci fondatori del partito democratico, non ci permette di avere né casa di proprietà né alcun lavoro, strozzati da mutui opprimenti e tasse soffocanti. Oltre al danno poi la beffa. Siamo pure bamboccioni!

Siamo stufi di sentire messa in discussione le poche certezze che ancora ci restano. La certezza di avere ancora una famiglia composta da un uomo e una donna. La certezza che i nostri figli possano crescere in un mondo dove il consumo di droga sia considerato un reato! Non solo riteniamo di dover difendere quei pochi principi per cui ancora vale la pena di lottare, ma crediamo esista la necessita di far politica all’attacco per conquistare nuove certezze!

Vogliamo che la casa diventi un diritto tutelato dal nostro stato. Un diritto sacrosanto perché la prima dignità di un cittadino sta nel possedere un tetto sotto il quale vivere. Basta con mutui variabili e banche usuraie! Crediamo che la tutela della famiglia passi attraverso il sussidio alle giovani coppie, attraverso una politica che premi le nascite e aiuti le madri-lavoratrici.

Crediamo che i nostri figli un domani debbano avere scuole e università che siano formazione e crescita. Dove si insegni cultura e dove si impari un mestiere. Basta con scuole fatiscenti, insegnanti incompetenti, vecchi e faziosi. Vogliamo l’abolizione del libro di testo obbligatorio nelle scuole! Libertà di scegliere dove studiare! Una famiglia non può farsi carico di 600 euro annui per libri che cambiano anno dopo anno ma non modificano i propri contenuti.

Fortemente convinti che non c’è futuro per nessuna nazione se in questa non è assicurata la sicurezza ai propri cittadini. Vogliono farci credere che è un nostro dovere aprire la porta a tutti gli immigrati (ora li chiamano “migranti” bel termine radical-chic), che è giusto garantire loro il diritto al voto. Basta favole! Non si può aprire alcuna porta a nessuno se non c’è alcuna garanzia di lavoro ad abitazione stabili. Senza questo si aumenta solo la criminalità. Ma anche questo per molti è un vantaggio. Ad alcuni fa comodo avere lavoratori a bassissimo costo, ad altri fa piacere avere bestie da “sistemare” in topaie con affitti esorbitanti. A tutto ciò nessuno di noi ha mai creduto. Crediamo che la nostra terra ci appartenga. Crediamo che l’unico nostro dovere sia pensare prima di tutto alle migliaia di Italiani senza casa e lavoro.

Tante sono le nostre convinzioni, tante le battaglie da affrontare. Una è stata vinta. Per la prima volta la nostra voce trova spazio nelle liste elettorali, per la prima volta una nostra battaglia diventa parte del programma di un partito che probabilmente andrà al governo. Nelle prossime pagine cercheremo di dar voce alla nostra candidata, cercheremo di farla conoscere al meglio. Perché anche quella sarà una nostra vittoria. Vi faremo sentire la sua rabbia quella di altri giovani, studenti, lavoratori, universitari come lei.

Cercheremo di far politica come sempre a modo nostro. Anche in campagna elettorale. Con la sicurezza di chi crede fortemente in ciò che dice, non fosse altro perché cerca sempre di fare ciò che propone.

Non è mai semplice raccontare sé stessi. Speriamo di riuscire a farlo nel migliore dei modi. Vogliamo far capire a tutti che la nostra politica è rabbia! È amore!

Comunità Caravella

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Siamo tornati
26 marzo, 2008, 3:37 pm
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Siamo Tornati. Siamo ancora noi.
Più motivati e determinati che mai. Siamo tornati per voi che ci leggete e per voi che storcete il naso solo al sentirci nominare. Siamo qua per te lettore, per aprire la tua mente, farti esprimere un’opinione. Amaci, oppure odiaci, poco importa.
Il nostro obiettivo è lasciare una traccia, un solco. È da quel solco parte la conoscenza, quella vera. Nata dalla curiosità e dalla voglia di sapere. Un sapere che nasce non dalla disperata necessità di conseguire la tanta agognata laurea, un inutile pezzo di carta, che deciderà il tuo status sociale in un mondo omologato e schiavo del proprio egoismo consumista, bensì un sapere che sia apprendimento, formazione, crescita. Perché è solo con la crescita interiore, sia essa tecnica, professionale o spirituale, che l’individuo-consumatore diventerà uomo libero. È solo con il risveglio delle menti che un popolo raggiunge la vera civiltà.

Ecco quindi la nostra battaglia! Destare le menti dal torpore, liberarle da quel senso d’apatia, riaccendere quella scintilla che ha reso grande la nostra terra, per secoli della sua storia culla della Civiltà nel mondo, rispettata e temuta in ogni luogo.
Cosa resta, caro lettore, oggi di tutto ciò? Cumuli di Rovine, ricordo di tempi ormai lontani. Libri polverosi e quasi mai letti, troppa fatica imparare a leggere. Meglio accendere la tv! Nostra suprema dea! Essa ci comanda, ci dice cosa (e non chi) dobbiamo essere, cosa dobbiamo pensare, e soprattutto quando pensare! Osserva, caro lettore. Odiami pure, dammi del rompiballe, dimmi che ho torto, che sbaglio, poco importa. Se sei arrivato a leggermi sin qua una vittoria è già nostra!

Questa sarà la nostra battaglia, restituire la libertà alle menti, ridare la curiosità ai giovani. Liberare te studente, te universitario, te giovane lavoratore che fai salti mortali per finire il mese. Te “bamboccione” che non riesci a trovare una casa, strozzato da banche usuraie e stato tiranno! Combatteremo e cercheremo di fare la nostra rivoluzione! Perché le rivoluzioni si fanno prima di tutto dentro noi stessi, cambiando gli uomini, spingendoli ad essere tali.
Perciò spegni la tv, accendi il cervello, leggici! Ascolta cosa avremo da dirti, cosa pensiamo. Puoi condividerlo, approvare, oppure storcere il naso come hai sempre fatto al sentirci nominare, poco importa, l’importante è che tu ci legga aprendo la tua mente. Abbandonando pregiudizi e soliti schemi mentali.

Non crediamo di avere la verità in tasca. Siamo studenti, universitari e lavoratori che faticano a finire il mese proprio come te. Molti di noi sono “bamboccioni”, ma di certo sappiamo chi siamo, fieri di come agiamo perché sappiamo di farlo con nobili intenzioni. Leggici perciò, storci il naso oppure approva quel che diciamo. Non siamo qua per scrivere le solite balle. La nostra è dis-informazione, controcultura, spesso scomoda, ma allo stesso tempo sprezzante e battagliera.

Il nostro progetto è farci leggere il più possibile, farci conoscere e apprezzare. I soliti ci odieranno, perché sanno che diamo fastidio. Ma questo poco importa. Sta a te sostenerci lettore, lottare con noi. Devi solo aprire la mente, uscire dal gregge, usare la tua testa, leggerci e farci leggere. Cercheremo di dirti quello che pensiamo, spiegartelo e motivartelo, mai parleremo al vento!

Abbiamo scelto di chiamarci Cascasse il mondo. Perché, caro lettore. Cascasse il mondo, noi vinceremo!



Generazione fuori di casa
26 marzo, 2008, 3:36 pm
Filed under: Senza Categoria

Quando si parla di emergenza abitativa, di solito ci si ferma a considerare soltanto il problema delle famiglie “senzatetto”; a ben vedere, l’emergenza non riguarda solamente i “senzatetto” e nemmeno chi si trova al di sotto della soglia di povertà. L’emergenza abitativa è diffusa quanto lo è la percezione di insicurezza della propria vita, presente e futura.
Del resto, la casa, come il lavoro, è imprescindibilmente legata alla condizione di precarietà in cui si trovano soprattutto le giovani generazioni: il sacrosanto desiderio di emanciparsi dalla famiglia d’origine per costruirne una propria soccombe di fronte alla prospettiva di un lavoro precario e di una casa inaccessibile.
Ma in questa generazione, sprezzamente definita dal banchiere Padoa-Schioppa come di “bamboccioni”, non manca chi ad una casa propria – per sé o per la sua famiglia – non è disposto a rinunciare. Ciò che in una società civile è l’accesso a un diritto elementare, qui diventa un atto di coraggio. Chi si appresta ad acquistare una casa, si espone al rischio di un fallimento che non ha soltanto portata patrimoniale ma anche esistenziale.
Per chi acquista una casa, la fonte del rischio è rappresentata dal mutuo (con il mutuo, una banca presta un certo quantitativo di denaro  che deve essere restituito in un determinato lasso di tempo, insieme agli  interessi maturati su quel denaro in base ad un tasso  d’interesse). Il mutuo è un po’ come quegli interminabili videogiochi di ruolo: sai quando inizia; non sai quando finisce. Nel frattempo, la tua vita è scandita da continue privazioni.
Non diversamente accade per chi sceglie di affittare una casa: come i prezzi degli immobili anche i canoni di locazione seguono le leggi del mercato, diventando inaccessibili come e quanto i prezzi degli immobili. Una sorta di mutuo senza interessi in cui alla banca si sostituisce il locatore.
In presenza di determinati requisiti – e questa, forse, è l’ipotesi meno rischiosa – è poi possibile accedere alle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, quelli che vengono chiamati comunemente “case popolari”. Le case popolari  sono immobili di proprietà di enti pubblici (Stato, Regioni, enti locali o enti pubblici economici), dati in gestione ad enti strumentali e che vengono assegnati secondo un sistema di bandi e graduatorie. Lo schema è identico a quello dell’affitto: l’assegnatario corrisponde un canone mensile, di entità inferiore rispetto a quello di mercato, all’ente gestore. Data la scarsa disponibilità di alloggi popolari, è più facile vincere al Lotto e comprarsi una casa che vedersi assegnato un alloggio popolare.
Come si evince dalle tre situazioni qui considerate, il problema della casa è essenzialmente un problema di prezzi troppo elevati e di mancanza di offerta, sia da parte di soggetti pubblici che di soggetti privati.
La politica ha fornito soluzioni diverse. La sinistra si è fatta alfiere di un generico diritto all’abitazione: non importa se di proprietà o se in affitto, se ottenuta con mezzi legali oppure no, l’importante era che tutti avessero una casa; in alcuni casi, si è anche resa complice del sistema, arrivando a prevedere contributi, peraltro irrisori, a sostegno degli affitti. Insomma, inducevano i cittadini a entrare nella spirale perversa degli affitti, poi li abbandonavano a sé stessi.  
A destra, la rivoluzione, culturale prima ancora che politica, è stata il passaggio dall’idea dello Stato garante del diritto alla casa all’idea dello Stato garante del diritto alla proprietà della casa. 
Azione Casa è il progetto attraverso il quale Azione Giovani vuole affermare il diritto alla proprietà della casa. Il nucleo centrale del progetto riguarda le case popolari. Il canone versato mensilmente a titolo di affitto, commisurato al reddito del nucleo familiare, sarà destinato al riscatto dell’immobile. Una volta raggiunto l’intero valore (reale e non di mercato) dell’immobile, l’assegnatario ne diverrà proprietario. Parallelamente, le facoltà universitarie di Ingegneria e Architettura, attraverso un concorso, selezioneranno i migliori progetti degli studenti per la costruzione di nuove case popolari. I proventi del riscatto delle case popolari già esistenti saranno impiegati per la costruzione delle nuove case, che saranno riscattate secondo il medesimo sistema. È fatto divieto ai neoproprietari di affittare o alienare l’immobile; nel caso in cui l’assegnatario perda il lavoro e quindi non produca più reddito, il meccanismo del riscatto si ferma per riprendere quando questo troverà un nuovo lavoro; nelle graduatorie, sarà data precedenza alle famiglie in possesso di un provvedimento esecutivo di sfratto e, nella misura in cui ciò sia compatibile con le normative nazionali e comunitarie, alle famiglie italiane; perderà il diritto di proprietà chi  tradirà lo spirito sociale dell’iniziativa o porrà in essere comportamenti scorretti in sede di richiesta di assegnazione o di calcolo del reddito. A corollario della proposta, si prevede anche per chi è sprovvisto dei requisiti richiesti per l’assegnazione delle case in riscatto, la possibilità di accedere ad un mutuo a tasso zero per i primi cinque anni e a tasso agevolato per i successivi.
Chi oggi pensa che non avrà mai una casa, si metta in testa che senza mutuo e senza affitto si può. Il futuro della nostra generazione passa anche da qui, dall’uscio di una casa di proprietà.

Giulio