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Merito e più poteri ai presidi: Ecco la scuola del nuovo ministro
16 maggio, 2008, 12:33 pm
Filed under: Scuola, Università

Riportiamo un articolo che presenta il neoministro dell’Istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini. Ai più sconosciuta, ha sollevato diversi dubbi per la sua giovane età (appena trentacinquenne). Diverse le polemiche scaturite in seguito alla sua nomina, c’è chi, infatti, le avrebbe preferito un tecnico con maggiori esperienze sul campo. Nonostante tutto le linee guida del futuro operato del neoministro sono apparse già in una proposta di legge (“Delega al Governo per la promozione e l’attuazione del merito nella società, nell’economia e nella pubblica amministrazione e istituzione della Direzione di valutazione e monitoraggio del merito presso l’Autorità garante della concorrenza e del mercato“) presentata lo scorso 5 febbraio, quando il governo Prodi era già caduto. Dalla proposta di legge emergono chiari i punti cardine per la “valorizzazione del merito nel sistema scolastico e universitario”. Un principio di cui scuole e università hanno sempre più bisogno. Spente le polemiche sul nome (e sull’età) del neoministro, gli studenti restano in attesa di una riforma sempre più necessaria, che premi meriti e capacità. Corpo docente compreso.

(….)Per rilanciare la scuola occorrerebbe manovrare tre leve: “Valorizzazione del merito e piena applicazione del principio di autonomia scolastica”, “valorizzazione del merito degli studenti” e, infine, “valorizzazione del merito dei docenti”. Come? In primis, passando per il “rafforzamento dei poteri organizzativi e disciplinari dei dirigenti scolastici con compiti di gestione amministrativa e di reclutamento del corpo docente”. Proseguendo per “la promozione di una piena concorrenza tra le istituzioni scolastiche, mediante l’adozione di meccanismi di ripartizione delle risorse pubbliche in proporzione ai risultati formativi rilevati da un organismo terzo” che pubblicherà “annualmente una classifica regionale delle istituzioni scolastiche fondata su parametri trasparenti e verificabili” e attraverso “il riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da spendere nelle scuole pubbliche o private”.

Gli studenti dovrebbero essere spronati a dare il meglio attraverso “la cancellazione del sistema dei debiti formativi e l’aumento della selettività dei meccanismi di avanzamento scolastico, anche attraverso la reintroduzione degli esami di riparazione”. Per coloro che sono in difficoltà occorrerebbe prevedere “all’interno del piano dell’offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche, anche consorziate tra loro, appositi moduli integrativi obbligatori che diano l’opportunità, senza oneri a carico dello studente, di recuperare nel corso dell’anno eventuali insufficienze nelle singole materie” e per i più bravi incentivare “gli interventi volti alla concessione di borse di studio legate al merito, ferma restando la necessità di garantire un sistema adeguato di sovvenzioni a studenti meritevoli in stato di necessità”.

Per spingere i docenti a lavorare “meglio” dovrebbe essere eliminato “ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera degli insegnanti”. Bisognerebbe liberalizzare progressivamente la professione docente “attraverso la chiamata nominativa da parte delle autonomie scolastiche su liste di idonei, con un periodo di prova di due anni scolastici propedeutico all’assunzione a tempo indeterminato” e dare “la possibilità alle singole istituzioni scolastiche di stipulare con singoli docenti contratti integrativi di tipo privatistico”.

Per fare decollare il sistema universitario gli studenti dovrebbero sottoporsi ad “esami preliminari obbligatori per l’accesso alle università pubbliche e private, anche ove non sia previsto il numero programmato per le iscrizioni ai corsi di laurea, al fine di valutare la preparazione di base e i successivi progressi degli studenti”. Bisognerebbe rimodulare “le tasse universitarie, con rafforzamento delle borse di studio destinate agli studenti meritevoli e aumenti delle tasse a carico degli studenti fuori corso”, ampliare “l’ambito di applicazione dell’istituto del prestito d’onore”.

Per la valorizzazione del merito dei docenti universitari e dei ricercatori si dovrebbe passare per la “la progressiva abolizione degli incarichi a tempo indeterminato”. Occorrerebbe rivedere “i meccanismi di reclutamento, mediante l’istituzione progressiva della chiamata nominale da parte delle facoltà universitarie” e “introdurre sistemi di verifica triennali dei risultati della ricerca, ai fini del mantenimento dell’incarico e delle progressioni di carriera”. Ma non solo. I finanziamenti agli atenei dovrebbero essere ripartiti in misura direttamente proporzionale ai risultati formativi qualitativi certificati da organismi terzi”. Stesso discorso per gli Enti di ricerca ai quali toccherebbe la privatizzazione e “la soppressione di quelli pubblici che risultano inadeguati rispetto agli standard internazionali”. (Fonte: http://www.unica.it, tratto da Repubblica online)



Primi passi verso un’istruzione più libera
4 maggio, 2008, 4:25 pm
Filed under: Scuola

Azione Studentesca è da sempre impegnata nella battaglia contro il caro-libri! Gia nell’anno precedente, per esempio, avevamo proposto l’integrazione dei testi scolastici on-line, ma solo quest’anno (finalmente) le case editrici hanno preso a carico l’iniziativa. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di accettare, rendendo vincolanti, gli impegni presentati dell’Associazione Italiana Editori (A.I.E.) e da altre nove case editrici, nell’ambito dell’istruttoria, avviata il 13 settembre 2007, per presunte violazioni della concorrenza nel mercato dell’editoria scolastica.

A partire dai prossimi giorni gli insegnanti delle scuole secondarie potranno accedere gratuitamente all’intero elenco dei libri di testo in commercio per ciascuna materia; la consultazione sarà possibile ogni anno, a partire dal 5 aprile. In tal modo si riduce il ruolo dell’attività promozionale degli editori, e si consente una migliore visibilità anche alle case editrici di minori dimensioni.

Grazie a questo progetto vi sono innumerevoli vantaggi: anzitutto la riduzione dei prezzi, si pagherebbe solo il prezzo della copertina, cosa che per le famiglie è già un grande traguardo, dato che sono costrette a spendere ogni anno circa 400€ per i testi scolastici. In più le case editrici che nell’anno corrente sono state soggette a indagini dell’Anti Trust non potranno mettersi d’accordo sul prezzo dei testi, che aumentavano più del 5% ogni anno.

Inoltre lo sviluppo degli strumenti informatici dovrebbe portare anche a un aumento della durata media dei libri scolastici: le integrazioni delle nuove edizioni potrebbero infatti essere inserite nel supporto informatico, senza dover modificare il testo cartaceo. In questo modo, verrebbe agevolato l’utilizzo dei testi per più anni, favorendo inoltre forme alternative di commercializzazione, come il noleggio, il comodato d’uso e l’acquisto di libri usati.

L’Associazione Italiana Editori e gli editori interessati dal procedimento dovranno presentare all’Autorità, entro il 31 dicembre 2008 e con cadenza annuale, per i successivi tre anni, una relazione dettagliata sull’attuazione degli impegni assunti nel mercato dell’editoria scolastica. Primi traguardi raggiunti per chi da anni lotta per l’abbattimento del caro libri, per chi da sempre denuncia il monopolio della cultura da parte delle case editrici.

Primi passi verso un’istruzione più libera!

Alessia 



Attenzione! Scuola pericolante!
26 marzo, 2008, 3:05 pm
Filed under: Scuola

Da troppo tempo gli edifici scolastici non rispettano gli standard minimi di sicurezza previsti. In Italia sono presenti, pressoché ovunque, scuole fatiscenti, nonostante regioni ed assessorati competenti avessero promesso servizi e sicurezza adeguati. Si sente sempre di più parlare di soffitti che crollano, di finestre e di porte che si scardinano, di alunni feriti solo perché l’ente competente non presta la sua attenzione a questi edifici, non esegue controlli periodici e frequenti.

Attualmente in Italia esistono circa 42 mila istituti scolastici, di cui 20% ha l’impianto igienico sanitario scadente; il 13% l’impianto idrico; il 19% l’impianto elettrico; l’11%l’impianto fognario; 14% l’impianto di riscaldamento; 16% il tetto; il 23% gli intonaci; l’8% le scale. E ancora: il 18,77% degli edifici è “stato adattato” ad uso scolastico benché costruiti per tutt’altro fine (ex cinema, ex ambulatori, semplici stanzoni, solo per fare qualche esempio); solamente il 34% degli edifici è in possesso di un certificato di prevenzione sugli infortuni, mentre solo il 56% ha un certificato igienico- sanitario a norma e soltanto il 20,45% è provvisto di scale di sicurezza.

Nel 1996 con l’allora ministro Luigi Berlinguer, con la legge n°23/1996, che prevedeva il piano di ammodernamento dei servizi al fine di “assicurarne uno sviluppo qualitativo”, il Ministero della Pubblica Istruzione aveva ripartito nel piano triennale 96/98 fra le Regioni 1.569 miliardi delle vecchie Lire, dei quali 456 nel ’96, 522 nel ’97 e 591 nel ’98. Questi fondi erano riservati al completamento già in atto, delle situazioni di maggior fabbisogno di aule e all’adeguamento degli edifici alle norme di sicurezza previste dal decreto legislativo 926/1994, dalla legge 46/1990 sugli impianti elettrici e dal decreto ’92 sulla prevenzione agli incendi (ossia le più elementari norme di sicurezza ed efficienza qualitativa del servizio di educazione pubblica nazionale).
Ma il percorso burocratico, come ben sappiamo, è molto lungo e questo spiega perché i frutti dei primi due stanziamenti (‘96/’97) cominciano a vedersi solo ora (anno 2008 d.C. !!). I parametri utilizzati dal Ministero per l’assegnazione dei fondi avevano tenuto conto soprattutto dell’affollamento delle strutture, dalla precarietà degli impianti e degli edifici. Era stata inoltre considerata la localizzazione territoriale, la presenza di impianti sportivi, o di edifici sottoposti a vincoli storico-artistici.

Con la Moratti non si è affrontato questo discorso. Invece dal Dicembre del 2007 l’Inail ha messo a disposizione, per il triennio 2007-2009, 100milioni di euro. Il  presente bando, con scadenza il 5 marzo 2008, mira alla promozione, alla valorizzazione e allo sviluppo del patrimonio edilizio regionale, il quale si realizza attraverso il finanziamento di interventi volti alla riqualificazione del patrimonio esistente, all’adeguamento rispetto alla normativa vigente in materia di sicurezza, igiene ed eliminazione delle barriere architettoniche ed al soddisfacimento delle esigenze che si vengono a creare a seguito delle innovazioni normative in materia di istruzione pubblica. La programmazione degli interventi si pone l’obiettivo si incrementare una scuola di qualità, e di realizzare una equilibrata organizzazione territoriale del sistema scolastico con riferimento agli andamenti demografici e migratori.

Ancora oggi nonostante tutto gli studenti si trovano di fronte ad una situazione di fatiscenza e degrado che non poche volte mette a repentaglio la loro stessa incolumità fisica. Gli studenti, troppo spesso etichettati come bulli e pupe, attendono risposte da chi di dovere. Nel frattempo, cappotti pesanti per evitare il freddo e una buona preparazione atletica per schivare pezzi di soffitta che crollano.

Del resto anche questa è istruzione!

Alessia