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Fintobuonismo da salottino, e intanto nelle periferie…
12 maggio, 2008, 2:54 pm
Filed under: Politica Interna

Prima pagina di Liberazione: “il razzismo dilaga, sinistra: se ci sei batti un colpo”. Accanto al titolo, nella foto centrale, uno dei (rari) casi sgombero di un campo nomadi abusivo. La sinistra extraparlamentare (e non) grida allo scandalo. È emergenza xenofobia! Basta con i luoghi comuni. Il migrante non ha mai fatto male a nessuno. Tuteliamo gli stranieri nostri ospiti! Italiani razzisti e xenofobi in galera!

Non deve essere dello stesso avviso una mamma di Napoli che ieri sera ha sorpreso una zingara che, dopo aver fatto irruzione in casa sua, ha tentato di rapire la sua bimba di pochi mesi. “Credo che siano cattivi, i rom devono andare via da qui“, ha dichiarato (nel quartiere di Ponticelli, dove vive, sono presenti 5 campi Rom). “Erano le 8.10 di sera, prosegue, a un certo punto ho notato la porta aperta e sono andata immediatamente in cucina: il seggiolone a dondolo, dov’era mia figlia, era vuoto. Si è trattato di pochi secondi, la ragazza che aveva preso la bambina era ancora sul pianerottolo: l’ho bloccata, le ho strappato la piccola. Lei è scappata, e io ho urlato chiedendo aiuto“. Il primo ad intervenire è stato il nonno che ha placcato e schiaffeggiato la zingarella (razzista! Xenofobo! In galera!), che però è riuscita a divincolarsi, salvo poi essere fermata dalla folla inferocita accorsa dopo aver sentito le grida d’aiuto. Soltanto l’intervento della polizia ha sottratto la “povera migrante” dalla reazione popolare.

Perciò mentre le più grandi città Italiane vedono sorgere nelle proprie periferie vere e proprie bidonville che vanno ad alimentare un contesto di degrado urbano (un doveroso ringraziamento ai palazzinari va fatto), di mancanza di lavoro e  forte criminalità, organizzata e non, il disagio sociale in cui gli Italiani si trovano a (soprav)vivere aumenta giorno dopo giorno. Nessuna emergenza xenofobia, soltanto esigenza di protezione.  

Da Roma, intanto, il neo ministro dell’interno Maroni, si avvia all’introduzione di norme drastiche contro l’immigrazione selvaggia, a cominciare dal “reato di immigrazione clandestina” che comporterà una pena da sei mesi a quattro anni di reclusione. Si va poi verso un inasprimento delle pene ed il taglio della Gozzini, verso l’introduzione di processi per direttissima e per rito immediato (la zingara di Napoli ne sarebbe l’esempio lampante). Svariati i commenti dai vari schieramenti “parlamentari”, per Niccolò Ghedini, consigliere fidato di Berlusconi l’introduzione di una nuova figura di “reato di’immigrazione” è “un messaggio che va dato, i clandestini avranno la certezza che, una volta condannati e buttati fuori, quando torneranno finiranno in carcere senza sconti e ciò avrà un’efficacia dissuasiva“. Dichiarazioni condivise anche da Giulia Buongiorno che dichiara: “Non c’è una stretta, chi viola la legge deve sapere che sarà destinatario di sanzioni concrete e non astratte“.

La sinistra Radical-chic, da salottino, si unisce allo sdegno di Liberazione e grida all’emergenza xenofobia in nome dell’ospitalità e della tolleranza (le bidonville fanno comodo altrochè). Il sindaco di Torino, nonchè membro dei “governo ombra” (shadow-cabinet! Yes we can!) Sergio Chiamparino si allarma per i Cpt che, da centri di permanenza, diventeranno, a suo dire, centri di detenzione. L’ex presidente Francesco Cossiga liquida il pacchetto come una “follia” e minaccia: “Se lo presenteranno capeggerò non l’opposizione, ma la rivolta“.

Prevarrà la rivolta dell’opposizione parlamentare, in nome della “xenofobia” italiana che opprime il migrante? Oppure la rivolta della periferia (sempre più orientata verso il “farsi giustizia da sola”), vittima del disagio sociale, lasciata ostaggio di zingari rapitori, liberi di agire nell’impunità più assoluta? È ora di abbandonare falsi moralismi, fintobuonismi da salottini intellettuali. L’emergenza sicurezza c’è ed è reale. Che siano i campi nomadi, che si tratti di parcheggiatori abusivi o della prostituzione. Occorre agire sia all’origine, (combattendo il disagio sociale delle periferie sub-urbane, ed eliminando il degrado urbano, tutto italiano), che alle dirette conseguenze, restituendo al cittadino la propria sicurezza. Anche con misure repressive.

La domanda da porsi è sempre la stessa: Viene prima l’Italiano o il “migrante”?

Alessandro