Cascasse il Mondo | Giornale Online


Facce torve all’evasore, calci in bocca al moralizzatore!
6 maggio, 2008, 5:22 pm
Filed under: Tempi moderni

Qualche giorno fa, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di pubblicare online le dichiarazioni dei redditi degli italiani. Non appena si è diffusa la notizia e fino all’intervento del Garante della Privacy che ha disposto l’oscurazione delle pagine web, il sito dell’Agenzia è stato preso d’assalto dai cibernauti. Nel mentre già infuriava la polemica sulla legittimità o meno di rendere accessibili al pubblico quei dati. Comunque la si pensi, la pubblicazione di dati personali senza il consenso dell’interessato costituisce violazione della normativa sulla privacy ed espone chi vi si sottrae al risarcimento del danno arrecato. In questo caso il danno è anche più grave perché, nonostante l’intervento del Garante, le dichiarazioni dei redditi continuano tuttora a circolare in rete attraverso sistemi “peer to peer” (eMule).

Tra le prese di posizione a favore della pubblicazione online dei redditi, merita di essere riportata quella resa da Marco Travaglio durante l’ultima puntata di Annozero. “Così – affermava il giornalista – il dipendente pubblico che dichiara 15,000 euro l’anno potrà fare una faccia torva al gioielliere vicino di casa che ne dichiara soltanto 3,000“.

Non si capisce ancora per quale motivo e in ossequio a quale principio l’Agenzia delle Entrate abbia disposto la pubblicazione ma certamente non era nelle sue intenzioni – e se lo era si tratta di un fatto gravissimo – mettere in moto il meccanismo che si augura Travaglio. Perché assecondare istinti così bassi è quasi peggio di evadere le tasse. È contro ogni logica e ogni morale legittimare e favorire atteggiamenti di questo tipo o investire il cittadino di una funzione moralizzatrice a cui non è tenuto e di cui semmai è titolare unicamente lo Stato. Che più che permettere al cittadino di controllare quanto guadagna il vicino di casa, dovrebbe provvedere a che l’evasore non evada più, ristabilendo soprattutto un rapporto di fiducia con il contribuente, riducendo sì la pressione fiscale ma anche corrispondendo servizi adeguati in rapporto alle tasse versate.

I moralizzatori se ne devono rimanere a casa, specie se a muoverli verso così ignobili intenti è questa antipatica lotta di classe di ritorno, mista alla morbosa perversione, tutta italiana, di andare a spulciare le dichiarazioni dei redditi dei vicini. Peggio del moralizzatore c’è infatti solo il moralizzatore guardone. E se poi il dipendente di Travaglio oltre al gioielliere scopre che anche l’edicolante, il commerciante e l’avvocato dichiarano meno di quanto guadagnano? Facce torve anche a loro e poi a casa, appagati o magari devastati dal desiderio inconfessato di emularli.

Per cui se mai vi dovesse venire voglia di fare facce torve agli evasori, prima di piazzarvi di fronte a casa del vicino, andate da Travaglio e sputategli in un occhio!  

Giulio

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