Cascasse il Mondo | Giornale Online


Scelte di vita
30 aprile, 2008, 1:47 pm
Filed under: Tempi moderni

 

E’ un mondo sempre più figlio della globalizzazione e del precariato, dove casa, lavoro e futuro diventano desideri difficilmente realizzabili. E’ un mondo dove banche usuraie ed alta finanza la fanno da padroni, ipotecando tutto e tutti, comprando la dignità degli uomini e delle generazioni future. Questa è la società che ha tolto dal vocabolario le parole responsabilità, sacrificio, volontà, speranza, coraggio, famiglia. Le ha tolte per sostituirle con un’altra: aborto.

Molte giovani coppie scelgono la via dell’aborto perché non possono o non vogliono mantenere un figlio. Il bambino è un costo. È un bene di lusso. Consuma più di una macchina, tiene svegli la notte, e bisogna pure cambiargli il pannolino. Leggo su la Repubblica di una neomamma che sceglie di abortire perché tra lei ed il suo partner guadagnano 1300 euro mensili. Entrambi precari, entrambi sfruttati. Impossibile perciò mantenere un figlio. La coppia ha fatto due più due, ha usato “la ragione” ed è arrivata alla triste e sofferta decisione. Chi pagherà sarà il bambino.

La neomamma sofferente e disperata decide però di scrivere al nostro beneamato Presidente della Repubblica. Scrive “dell’emozione bruciante, felicità incontenibile” alla scoperta della gravidanza, ben presto però “la ragione ha preso il posto del cuore“. Il suo appello a Napolitano prosegue: “Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza, oppure andare su quel lettino d’ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà per sempre“.

Nel rispondere poi alle domande della giornalista colpiscono alcune risposte: “..non mi perdono di non esserci stata attenta, nel breve periodo in cui ho sospeso l’anticoncezionale. Nel frattempo mi chiedo: dove è andata a finire la mia dignità? Ce l’ho messa tutta per costruirmi un futuro.. Perché se ti manca la moneta da un euro per prendere la metropolitana non importa, ma se ti mancano i cento euro per portare il tuo bambino dal dottore importa eccome“.

Cosa risponderà la più alta carica istituzionale a questa donna? Il nostro presidente partigiano riuscirà ridare la dignità ad una mamma che sta per scegliere la via più facile? Ci si aspetta da lui che spieghi che un bambino non ha colpa se lo stato ha lasciato le redini del paese a banche e multinazionali, privando le nuove generazioni delle dignità più elementari: casa, lavoro, stabilità, sicurezza. Saprà Napolitano convincere la neomamma che la vita è fatta di scelte, di responsabilità, di sacrifici e di coraggio? Probabilmente no.

Dubito che alla ragazza basteranno le parole di un partigiano. Le servirebbe più uno stato forte, che tuteli i più elementari diritti degli italiani. Uno Stato che non porti l’uomo a scegliere sempre la via più facile, spesso obbligata. Uno Stato che ridia la voglia di essere protagonisti del proprio futuro, che consenta alle persone di vivere, non si sopravvivere. Resta l’improbabile speranza che la ragazza scelga la via più impegnativa, ossia di non far pagare al bambino le colpe della società. La speranza che la ragazza scelga la via del coraggio e permetta al bambino di combattere, dandolo magari in adozione.

Strada coraggiosa, ma percorribile.

Alessandro

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