Cascasse il Mondo | Giornale Online


Carestie del terzo millennio
29 aprile, 2008, 10:57 am
Filed under: Tempi moderni

 

Chi avrebbe mai detto che, quell’agricoltura che in tanti davano per morente, arrivasse a far discutere i maggiori esponenti dell’alta finanza e della Borsa mondiale. Investimenti, immancabili speculazioni, corse ad acquistare terreni abbandonati da agricoltori che non riescono a sostenere l’aumento del prezzo del gasolio, delle sementi o del trasporto dei prodotti. A combattere questa crisi tante parole che non hanno smosso l’impietosa e stagnante situazione: i cibi costano di più, molto di più.

Nel resto del mondo si continua a morire di fame mentre nell’occidente, ricco ( !??!) e benestante ( !!!!???) si è costretti dalla matrigna Europa a produrre derrate limitate per non sfavorire questa o quella nazione ( i produttori di latte sardi e francesi scaricarono litri e litri di latte per strada per protestare contro le sanzioni europee per lo sforamento delle quote) e contestualmente negli scaffali degli ipermercati le derrate alimentari marciscono in attesa che qualcuno le consumi. L’italiano fa economia sul cibo, visto che anche per far la spesa bisogna accedere ad un mutuo (e bisognerà creare dei forni sociali); addirittura si pensa di produrre carburante dai cereali o da altri alimenti o materie prime che l’uomo ha utilizzato da sempre per il proprio nutrimento.

Perché l’Europa continua a far male a se stessa? L’uomo qualunque si chiede per quale motivo non ci possa essere un’equa distribuzione dei cibi e come mai, vista l’alta concorrenza nel settore, i prezzi tendono costantemente a salire. Perchè l’Europa preferisce buttare la sovraproduzione piuttosto che destinarle alle zone più bisognose di cibo? Perché si dice di voler combattere l’immigrazione ma non si fa niente per trattenere i migranti nei propri Paesi d’origine? Perché il contadino nostrano guadagna 50 centesimi per il proprio prodotto, per poi vedere che, quello stesso prodotto, costa sei volte di più nell’ipermercato?

Tante domande e nessuna risposta certa. Solamente bisogna avere la voglia d’intervenire e smuovere le menti dei cittadini, perché le nostre campagne non possono e non devono divenire delle raffinerie per far muovere le automobili o gli aerei. Il cibo si mangia e se ve n’è troppo, diamolo a chi non lo ha. L’alta finanza è entrata in maniera massiccia nell’agricoltura (c’è sempre stata e forse si è capito dove sta la speculazione e perché l’Europa si muove così) e sfogliando le pagine di storia, questo non fa presagire nulla di buono. Il cibo non può essere considerato come un gioiello appannaggio di chi è ricco; il cibo è materia essenziale e vitale.

Non ci possono togliere il pane dalla bocca.

Sasso

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Auguro a tutti che questa crisi passi il piu presto possibile

Commento di Michele Vernetti




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