Cascasse il Mondo | Giornale Online


Quando si pensa di aver già toccato il fondo…
24 aprile, 2008, 3:29 pm
Filed under: Tempi moderni

 

Quando si crede di aver toccato il fondo, di aver visto tutto quel che c’è da vedere, arriva sempre qualcosa di nuovo capace di stupirti. Basta aprire i giornali o accendere la dea tv. Tanti fatti di cronaca più o meno agghiaccianti, soprattutto cronaca nera: omicidi, rapine, stupri, teste di cavallo regalate come gentile omaggio ai sindaci. Tutte cose all’ordine del giorno: ci sarà l’ennesima villetta derubata dallo zingaro (etnia rom!), l’ennesimo anziano massacrato dal figlio o da qualche altro parente. Potremmo trovare l’ennesima vittima della “guida in stato di ebbrezza”, di sicuro ci sarà il solito caso di bullismo! Oggi tira che una meraviglia. Giusto per sorridere un po’ cito l’ultimo che ho sentito: in classe, gara di virilità su chi ha il pene più lungo, pazzesco.

Ho fatto una panoramica delle notizie che i media daranno per i prossimi mesi, tanto sono sempre le stesse. Aggiungeteci qualche fatto di attualità politica, qualche culo di velina e qualche notiziola di gossip all’ultimo grido ed ecco che la scaletta è fatta. A volte mi chiedo se la gente guarda i telegiornali per informarsi davvero o semplicemente perché vengono trasmessi durante le ore dei pasti, probabilmente non lo saprò mai. Torniamo a noi. Cos’è che mi ha stupito e mi ha fatto notare che il fondo è ben distante dall’essere toccato in tutto questo?

Ormai non è nemmeno più l’inefficienza delle nostre forze dell’ordine e dei nostri magistrati, che rimettono a piede libero stupratori, pedofili, zingari asfaltatori di bambini e altra feccia simile. Da arrestare ci sono gli evasori! I temibili e pericolosissimi mazzi di prezzemolo non scontrinati!  No non è questo, vorrei che fosse solo questo a farmi stupire. Quel che mi lascia sgomento è l’indifferenza della gente. L’individualismo e il materialismo che fanno parte di questa società. Il pensare solo ed esclusivamente al piacere personale: “chi sono gli altri? Esisto solo io!”

Cito in particolar modo due casi, il primo avviene nel mio paese pochi giorni fa, e non è la prima volta che accade. Un disperato che perde casa e lavoro, diritti elementari e “costituzionalmente garantiti”, tenta di gettarsi giù dal muraglione del municipio. La gente da sotto sghignazzava e rideva, magari lo filmava col videotelefonino di Paris Hilton. Che spettacolo orribile, che pena. La gente intendo! Il disgraziato, di cui non faccio il nome per rispetto, è stato preso per pazzo. Sindaco, polizia municipale e signorotti mafiosi locali di turno pronti a coccolarlo, a farlo curare e visitare da qualche psicologo. Certo: è pazzo! gli serve aiuto! Di casa e lavoro però, nel mio paese, manco l’ombra. Nessuno sembra capire che a quell’uomo serve solo la dignità di vivere. L’analista servirebbe al cretinetto col videotelefonino di Paris Hilton, così capirà che tra vent’anni, quando mammina non lo manterrà più, sull’orlo del muraglione potrebbe finirci anche lui.

Il secondo: leggo di un cinquantenne (a Roma) che cade da trenta metri mentre lavora, si schianta al suolo e muore sul colpo. Faceva le pulizie, non si sa come è caduto giù, per lui non c’è stato nulla da fare. La gente che passava di sotto si è limitata ad ignorarlo. A detta di un testimone c’è stato addirittura chi ha scavalcato il cadavere ed ha proseguito per la propria strada, senza degnarlo d’uno sguardo. Come un cane, anzi forse peggio. Se chi abbandona un cane in autostrada è un bastardo (Lo dice la tv!), mi chiedo: chi ignora un uomo sul ciglio della strada, con in cranio fracassato, in un lago di sangue, con ancora in mano lo straccio usato per le pulizie, che cos’è?

Risposta semplice. È solo un normale individuo. Uno dei tanti che vivono al mondo d’oggi. Una persona vittima dell’egoismo sfrenato e del materialismo che si è impossessato del nostro essere moderno. Penso che chi non si è fermato per chiedere aiuto, anche solo per urlare o per chiamare un’ambulanza, probabilmente aveva fretta, doveva correre, il tempo è denaro!

Forse dovremmo cominciare a chiederci se gli analisti servono per chi, disperato e lasciato solo, privato della propria dignità di essere uomo libero, cerca di farla finita, oppure per curare la società stessa. Domanda più che lecita se osserviamo quel che ci circonda nel nostro piccolo quotidiano. L’analista è ovviamente inutile. Alla società d’oggi serve un agire politico che si concretizzi  per la comunità e non per i singoli. Serve che ai più giovani venga insegnato che “libertà” non vuol dire arraffare tutto l’arraffabile e fare il proprio porcicomodo dalla mattina alla sera. È indispensabile che l’agire politico muova per cambiare la mentalità delle persone. Serve la cura, e in fretta.

Quando si capirà che libertà è sinonimo di dignità dell’uomo? Ci sarà certezza di un futuro per le generazioni che oggi stanno crescendo tra videotelefonini e coca party? Quando le persone senza casa e lavoro troveranno un impegno politico che si muova per dare risposte, non analisti-psicologi? La società prenderà coscienza che il fondo è stato toccato e superato da un pezzo? E quando si capirà che l’uomo ha bisogno di uno stato etico, sociale, padre ed educatore? Un giorno mi piacerebbe vedere un telegiornale che apra la propria scaletta con queste domande, in attesa che qualcuno dia delle risposte.

Unica convinzione è che le risposte arrivano solo se qualcuno fa domande. Portare alla luce la malattia e nel proprio piccolo, cercare di limitarne gli effetti, attraverso il proprio impegno pratico nel quotidiano. E non ultimo cercare sempre di essere esempio. Se non ci si migliora, allora non si può cercare di migliorare il prossimo.

Essere l’idea, essere l’esempio.

Alessandro

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