Cascasse il Mondo | Giornale Online


Giovani accesi, non bruciati!
13 aprile, 2008, 8:48 pm
Filed under: Tempi moderni

Scegliere di fare politica vuol dire essere presenti ogni giorno sulla scena. Vuol dire fare delle proprie idee Azione. Può voler dire spesso parlare, ma se non si mette in pratica quello che viene detto la politica diviene retorica. Bella a sentirsi, piena di buone parole e principi sostenuti ad alta voce. La retorica da salotti romani e della Milano bene. La retorica del politico di professione, la retorica del politico sofista che cura l’apparenza di ciò che dice per cercare di apparire meglio, piacere di più e piacersi di più. Non è la retorica a rendere idea l’azione. Non è la retorica che ci porta ogni giorno ad essere presenti sulla scena.

L’agire quotidiano è prendere conoscenza dei problemi radicati nella società, cercare di abbatterli, affrontarli e sconfiggerli. Il problema più grande del nostro tempo, quel che mi ha portato a scegliere di dedicare il tempo libero e tutte le mie energie al cammino polito, è la perdita di identità dei giovani di questo paese. Giovani che si sono spenti, che non credono più in nulla, che perdono la voglia di ascoltare e si limitano a sentire. Giovani che non imparano ma imitano. Giovani che non sognano più.

Colpa loro? Forse, ma non solo. Hanno la colpa di non reagire al torpore. Di non svegliarsi e restare a sonnecchiare. Non si oppongono ad un sistema che li ha resi pupe e bulletti. Un sistema che ha abbattuto le gerarchie, eliminato l’autorità, privato i giovani di esempi da seguire. Oggi i modelli di chiamano Grande fratello, si chiamano Amici di Maria De Filippi. Una volta i modelli erano i padri e le madri. Una volta si guardavano eroi che sacrificavano la propria vita per ideali o per delle bandiere.

I giovani scelgono troppo spesso di reagire a questa apatia entrando nel circolo vizioso delle cosiddette droghe leggere. Semplici derivati della canapa indiana che trovano una diffusione spaventosa tra i giovanissimi che ne fanno largo uso, sottovalutandone gli effetti pericolosissimi che campagne medianiche non diffondono. Ignorano che una semplice canna contiene oltre 400 principi attivi, tra cui il delta9 tetraidrocannabinolo (più semplicemente THC). Un principio attivo, dal nome impronunciabile, altamente liposolubile che entra velocemente in circolo e raggiunge immediatamente il cervello alterandone le prestazioni.

Cambiano umore, sensazioni, percezione del dolore e del tempo, cambiano l’equilibrio e altre percezioni dello spazio. Tutto questo dai giovanissimi non viene capito, queste sensazioni sono “lo sballo” che cercano. Sono la fuga dalla realtà e dalla monotonia della vita. Per mezz’ora finalmente per merito di una canna non sono sé stessi. Sono inibiti. Possono sciogliersi con una ragazza o ridere con gli amici. Come se ci fosse bisogno di ridursi a deficienti per divertirsi.

Chissà se poi tutto il gioco vale la candela. Basterebbe davvero che chi fa politica si impegnasse nel quotidiano per far capire ai giovani che l’uso prolungato delle “innocue” canne induce alterazioni del metabolismo cellulare. Esiste la possibilità di causare gravi danni al tessuto celebrale, danni purtroppo irrimediabili. Il problema non è la droga in sé, quello va affrontato e combattuto ma bisogna agire anche sulle motivazioni. Manca una politica che dia a queste persone la coscienza di se stessi. Manca l’autorità dello stato padre, di uno stato etico. Uno stato organico che dia ai giovani sicurezza, formazione e crescita. Uno stato che sia esempio e che dia esempi.

Ci dicono che il mondo di oggi è privo di eroi. Oggi mi sento di rendere onore ad un eroe che mi ha fatto commuovere. Una madre che, malata di tumore al seno, sceglie di rinunciare alle cure che l’avrebbero certamente salvata ma l’avrebbero costretta ad abortire. Sceglie di rinunciare alla propria vita per metterne al mondo un’altra. Sceglie di diventare Eroe in prima persona. Di essere Azione e non retorica. Suo figlio è nato ed è sanissimo. Crescerà senza la sua mamma che si è spenta per metterlo al mondo. Gli eroi esistono, eccome.

Sta a noi cercare gli esempi da seguire. Vogliamo essere bulletti e pupe che per riuscire a superare le proprie insicurezze si bruciano il cervello? Vogliamo un mondo dove l’aborto sia considerata una fuga dai problemi della realtà? Vogliamo cercare qualunque strada che ci allontani dal pericolo? Oppure vogliamo affrontarla questa realtà? Vogliamo essere o sembrare? Il nostro domani ce lo giochiamo oggi, non scordiamolo.

Questo mi porta in prima linea. È così che deve essere l’azione politica. Migliorare prima di tutto se stessi. Perché dentro ognuno di noi alberga il primo granello di sabbia, ed è da esso che nascono i deserti. Crescere e migliorarsi per divenire esempio e avanguardia. Ridare ai giovani la certezza di quel che si vuole divenire e permettergli di diventarlo. Ridare alle future generazioni un idea da seguire. Per farlo c’è solo un modo. Lasciare da parte la retorica, le belle parole e rimboccarsi le maniche. Non servono nobili principi se non diventano agire quotidiano. Prima di tutto bisogna divenire, non sembrare.

Essere l’idea!

Alessandro

Annunci

Lascia un commento so far
Lascia un commento



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: