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Palestina Nazione
12 aprile, 2008, 4:14 pm
Filed under: Esteri

 

La Palestina. Oggi, nel 2008 cosa è la Palestina? Ben pochi riuscirebbero a rispondere a questa domanda. Eppure, nonostante la gran quantità di quella che ancora porta il nome  di “informazione” (in realtà poco informata o faziosa e dunque mancante di attendibilità) ci ricopra ogni giorno di notizie finte, l’evidenza dei fatti è davanti agli occhi di tutti. La Palestina oggi esiste. Nonostante nessuno voglia riconoscerne l’esistenza, l’identità di un popolo e il legame inscindibile che esso possiede con la propria terra. Quel legame che è ancora fortissimo e resiste.

La Palestina è un popolo. Un milione è mezzo di palestinesi vive nella striscia di Gaza (circa 360 km² di superficie). Un popolo che non viene riconosciuto, un popolo costantemente disumanizzato. Un popolo che viene definito e identificato solo e soltanto con il “terrorismo”. Un popolo la cui storia e la cui dignità è stata occultata e che nessuno più è ormai pronto a riconoscere. Un popolo fiero martoriato in questi anni dalla guerra civile tra Hamas e al-Fatha scoppiata dopo la regolare vittoria alle elezioni da parte di Hamas(ritenuto “terrorista” ma che stranamente la gente sostiene col proprio voto), e dai continui attacchi, dalle continue persecuzioni da parte dello Stato di Israele.

 Il 1 marzo 2008, l’esercito di Israele, dopo aver per mesi attuato missioni di guerra e assassini mirati contro la popolazione palestinese, invade direttamente l’area con forze blindate e aeree. Nella settimana seguente 130 palestinesi, di cui cinque bambini di pochi mesi, sono stati massacrati a Gaza dall’esercito israeliano. Uomini, donne e bambini che non hanno avuto i titoli cubitali in prima pagina, né le aperture agghiacciate dei TG mondiali che hanno avuto invece gli otto morti israeliani alla scuola rabbinica nello stesso periodo.

Nessun reportage, nessun articolo. Un po’ di perplessità, qualche appello stentato alla pace e niente più. Eppure almeno la metà dei 130 palestinesi erano civili. E non è vero che sono stati uccisi perché i terroristi si  fanno scudo con donne e bambini. Sono stai uccisi perché la quasi totalità  dei terroristi non sono “terroristi” ma vengono dal popolo e il popolo è in loro. Sono stati uccisi perché nessuna misura di sicurezza viene presa contro la popolazione inerme dall’esercito israeliano durante i suoi attacchi. Non viene usata nessuna pietà. Si lanciano bombardamenti  a tappeto contro interi quartieri, dove stanno abitazioni civili, asili, cliniche, negozi.

 

Ciò che sta avvenendo in Palestina è una vergogna atroce. Ma ancor più grande vergogna è il silenzio colpevole e consapevole, l’appoggio ideologico incondizionato che viene da tutti i fronti. La questione palestinese è una vergogna unica non solo per gli eccidi, ma per la cortigianeria della stragrande maggioranza delle potenze mondiali “all’unica democrazia del medioriente”.

 Il fatto che Israele sia in continuo pericolo non è provato dal lancio di qualche razzo artigianale (niente in confronto agli armamenti in mano a Tel Aviv, che dispone di oltre 400 testate nucleari). Anche se questi compiono delle vittime, tutto ciò non autorizza le tremende rappresaglie di cui vengono fatti vittime i palestinesi e i loro guerrieri. Non autorizza Israele ad erigere un orrendo muro(“autodifesa”) con il quale segregare uomini innocenti. Non autorizza Israele ad affamare un milione e mezzo di persone, a tenerli per mesi privi di medicinali, acqua e energia elettrica con la conseguenza che gli ospedali e le altre principali strutture non possono funzionare. Tutto questo viene permesso e viene nascosto con scuse infami.

 Vogliamo che gli attacchi contro la popolazione palestinese cessino, ma questo mai potrà succedere se una presa di posizione seria non verrà presa dai governanti europei e soprattutto dai nostri rappresentanti al governo. Bisogna che la verità(che è in cammino e nessuno la potrà fermare!) venga detta, fatta conoscere alla gente affinché prenda coscienza del dolore di quelle migliaia di famiglie, come le nostre, cui viene negato la vera libertà: quella di vivere in pace nella propria patria.

Luca

 

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