Cascasse il Mondo | Giornale Online


L’ammissione alle Università
26 marzo, 2008, 3:31 pm
Filed under: Università

aula.jpgaula.jpgaula.jpg

Un fatto che riguarda tutti, universitari e studenti delle superiori in particolare. Un fatto che, visti i nostri tempi, può anche condizionare per sempre una vita, nel caso non fosse affrontato con la giusta volontà.
Usciti da una scuola superiore priva di autorità che poco ci insegna (quasi nulla, e quel poco che ci insegna è incompleto o fazioso), ci ritroviamo a dover scegliere un campo dove perseguire i nostri obbiettivi.

Mal giudicati da professori che (salvo alcuni rari casi) della nostra preparazione se ne infischiano allegramente, ci troviamo dopo l’esame con un bel diploma ed un voto che, espressione del nulla scolastico nostrano, non rappresenta né noi né tantomeno la nostra maturità. Un voto comunque dipendente dal corso di studi fatti, dagli insegnamenti appresi nei 5 anni di superiori e quindi differente da scuola a scuola.  

Per essere ammessi a frequentare i corsi della maggior parte degli Atenei del nostro Paese bisogna poi superare un test d’ammissione. Le eccezioni in cui l’iscrizione possa essere fatta senza test iniziale sono rimaste ormai pochissime (i numeri chiusi sono ormai la maggioranza in quasi tutti gli atenei italiani). La funzione del test è quella di selezionare gli aspiranti universitari in base alla preparazione acquisita nel corso delle scuole medie superiori. La selezione in cui io credo dovrebbe essere basata sul metodo meritocratico affinché si possa regolare efficacemente le facoltà a “numero chiuso” o ad “accesso programmato”.

I test sono stati necessari per un evidente mancanza di risorse finanziarie e logistiche, che possano permettere a tutti di frequentare liberamente i corsi. L’iscrizione materiale di tutti gli studenti non è realizzabile. In questa situazione il numero chiuso deve essere, a mio giudizio, il mezzo per una selezione qualitativa degli studenti più meritevoli (indipendentemente dal ceto di provenienza e dalla capacità del portafoglio di babbo).

Non è possibile avere atenei che siano parcheggi per chi non voglia fare altro nella vita, diventando peso per i più meritevoli. E’ bene dire no a “laureifici” che non diano reali prospettive occupazionali terminato il corso di studi.

E’ qui però che io mi chiedo: sono davvero efficienti i test somministrati agli studenti italiani? Sono davvero rispettosi del merito, insomma sono attendibili nel giudizio? Credo sarebbero in molti a rispondere con un no deciso a questa domanda. Visti soprattutto gli scandali avvenuti in settembre e riguardanti ad esempio Medicina & Chirurgia. Test sbagliati dagli “esperti” del ministero, brogli di ogni genere e sorta, scopiazzature, telefonini in aula, padri di famiglia (“esperti” professionisti) regolarmente iscritti con il solo scopo di fare il test al proprio pargolo…insomma un bel casino!

Quello che è successo è imputabile unicamente al Ministero dell’Università e Ricerca che non è stato in grado di formare una commissione competente per la preparazione dei quesiti e di garantire la regolarità delle prove. Le promesse del Sinistro Mussi di verifiche ed eventuali licenziamenti sono cadute nel nulla. Il progetto di modifica dell’accesso alle Facoltà a numero chiuso previsto per i prossimi anni accademici non convince.

I test dovrebbero garantire una qualità alta, ma così non è. Sembrano malati della stessa malattia di cui è affetta la scuola superiore. Sembrano fatti apposta per creare, non una elite di uomini spiritualmente superiore in grado di rifare questo benedetto Paese, ma una massa di mediocri tutt’altro che conscia del proprio ruolo. Comunque sia prima che il governo crollasse il Sinistro Mussi ci ha regalato altre regole risibili e discriminanti per il prossimo anno accademico, introducendo un meccanismo meritocratico fortemente deviato. L’assegnazione di  25 punti del punteggio finale tramite il voto di diploma è una norma discriminante, che se aggiunta allo studio delle medie scolastiche degli ultimi anni diventa ridicola.  Le scuole superiori hanno livelli di difficoltà molto diversi, ad esempio tra scuole private con media più elevata o con scuole professionali più semplici ma con medie relativamente più basse dei licei. Il meccanismo proposto dal Sinistro Mussi e dal suo collega Sinistro Fioroni sembra un ritorno alle vecchie barriere di accesso all’Università. Inoltre questa modifica potrebbe rattoppare il sistema, ma certo non risolverebbe i veri problemi.

La soluzione più semplice sarebbe quella di affidare compiti delicati come la preparazione dei quiz a personale veramente competente e attento (basando l’attenzione soprattutto sulle materie veramente importanti per il corso di studi da seguire e sulle reali vocazioni degli aspiranti) e applicare maggiori controlli durante le prove per tutelare la vera meritocrazia. E’ necessario destinare più risorse alla nostra preparazione e smetterla se le cose vanno male di rifarsi sugli studenti.

A noi studenti, non resta che svegliarci. Giochiamoci la nostra gioventù e alziamoci contro una società e un modello di vita da morti viventi! Troviamoci un obbiettivo e perseguiamolo. Per il nostro futuro!

Luca

Annunci

Lascia un commento so far
Lascia un commento



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: