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Anglodeterminazione dei popoli
26 marzo, 2008, 3:35 pm
Filed under: Esteri

kosovoscop.jpg

Questo articolo è dovuto.
Lo devo al popolo Serbo. Quando apprendo infatti dai giornali che il nostro governo, sebbene non rappresenti più la maggioranza del popolo Italiano, ha di fatto riconosciuto l’indipendenza del Kosovo proclamata unilateralmente in questi giorni dal “governo” di Pristina. Tutto ciò è avvenuto in barba alla risoluzione 1244 dell’ONU, che afferma la sovranità della Serbia su tali territori. Ovviamente tale indipendenza è stata subito riconosciuta e spalleggiata dagli Stati Uniti, fervidi sostenitori della dea democrazia in casa d’altri, subito seguiti dall’europa benpensante dei banchieri e dell’alta finanza.

Sento di dovermi schierare almeno moralmente, perché di più non posso fare, con quei popoli cui viene sottratta una parte di territorio nazionale su cui hanno la piena sovranità, un territorio ritenuto per la Storia e la Cultura, per le tradizioni che ha generato, la vera e propria culla della Nazione Serba, non a un caso che vi sono situati i maggiori luoghi di culto della loro Chiesa Ortodossa! Il nostro ministro baffetto che si appella pateticamente al principio di autodeterminazione dei popoli sembra quasi trascurare che nel Kosovo vivano ancora centosessantamila Serbi, vivi e vegeti nonostante la pulizia etnica dei guerriglieri dell’UCK finanziati e appoggiati durante la guerra dei Balcani dagli Stati Uniti e dal nostro stesso governo, con il medesimo ministro. La maggioranza albanese che si starebbe “autodeterminando” oggi è frutto di invasioni, deportazioni e massacri di Serbi avvenuta sotto protezione delle bombe della Nato, che di fatto ha modificato la conformazione etnica di quella regione.

Oggi quegli stessi baffetti pieni di ipocrisia mi vengono a dire che l’indipendenza di una costola di una nazione europea, legittimamente sovrana sul suo territorio, dovrebbe accettare gli eventi e rinunciare alla sua storia ed alla sua tradizione per non pregiudicare la sicurezza dei Balcani?  Questo è davvero troppo, oltre al danno la beffa.
Sento di dovere questo articolo, nonostante a poco possa servire, anche nel vedere le immagini dei festeggiamenti kosovari, sventolanti le bandiere dell’albania e quelle a Stelle e strisce, divenendo di fatto un bel protettorato Angloamericano nel cuore dell’europa accondiscende. Mi chiedo quindi se sia un caso che il Kosovo si trovi in posizione strategica nel contenzioso tra i due oleodotti, quello russo-europeo del South Stream e quello mediorientale voluto dagli Stati uniti e mi chiedo se sia un caso che il Kosovo sia di fatto governato dai signori del narcotraffico (come in Afghanistan, altre coincidenze) ben contenti della protezione eurocratica.

Ma tra tutte la cosa che più mi fa sorridere (di rabbia intendiamoci) è che si parli di autodeterminazione e indipendenza per una regione che non ne ha diritto, mentre ancora oggi si tace e si abbassano gli occhi di fronte a paesi come Palestina ed Irlanda del Nord, sicuramente più legittimati ad ottenere la propria libertà. Come si vorrà poi, negare l’indipendenza di paesi che vedranno nel Kosovo un precedente di diritto internazionale? Paesi baschi, Fiandre solo per fare qualche esempio, e perché no anche la Sardegna potrebbero proclamare l’indipendenza unilaterale? Chissà come reagirebbe baffetto. Preferisco non pensarci.

Non voglio negare con questo il diritto all’autodeterminazione dei popoli, che è un’altra cosa e poco ha a che vedere con il Kosovo. Voglio negare, o meglio voglio urlare la mia protesta contro l’usurpazione di stati Europei, ma non solo, di lorsignori che credono sempre di poter Anglodeterminare con un compasso ed una cartina la storia e la tradizione dei popoli, imporre presunte democrazie a suon di bombe tra il silenzio complice del baffetto di turno.
Evidentemente il vero popolo sovrano del Kosovo, ossia quello Serbo, la pensa più o meno come me, viste le centinaia di migliaia di persone scese in piazza legittimamente per protestare contro l’usurpazione del proprio patrio suolo e per salvaguardarne l’unità nazionale.

Centinaia di migliaia di persone che sventolavano bandiere Serbe, cantavano in lingua serba e danzavano balli tradizionali della cultura serba. E mi sorge spontaneo chiedere ai vari baffetti di turno, ai banchieri che mettono in ginocchio l’Europa, a lorsignori insomma, se è più autodeterminato un popolo che scende in piazza con le proprie Bandiere, simboli di Identità nazionale, per protestare contro lo scippo della propria Terra, o lo è più quello che agita in terra d’altri bandiere a stelle e strisce e albanesi?

Ovviamente lorsignori non mi daranno una risposta né la daranno mai a nessuno, troppo impegnati a denunciare le distruzioni delle ambasciate americane a Belgrado (che si aspettavano? I pasticcini?) passando pure per le vittime di turno. Come non credo che la Serbia rinuncerà facilmente alla propria unità nazionale. Le centinaia di migliaia di persone in piazza urlavano questo slogan:

“Finché esisterà il popolo Serbo, il Kosovo sarà Serbia!”

Alessandro

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1 commento so far
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Alessandro,
il tuo nome significa “è nato come un sogno” – “a le si ander”, il re dell’epiro alexander mollosi è anche il nonno materno di alessandro magno che prese il suo nome. Il tuo nome ha significato solo in ALBANESE. ma per certe persone è più importante fare la guerra che fare la cultura. hai molto odio ragazzo, un odio cieco, inutile…apri qualche libro di storia, ti voglio bene cmq, Ilir

Commento di Ilir




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